Conviene finanziarsi con il capitale proprio o indebitarsi? Qual e’ il mix ottimale tra fonti interne e fonti esterne di finanziamento?

Le due fonti di finanziamento per l’impresa sono quelle del capitale proprio, costituito dai conferimenti in denaro o in natura che l’imprenditore o i soci dell’azienda apportano e dal capitale di terzi, rappresentato da tutti i finanziamenti che l’imprenditore attinge da fonti esterne come: banche, leasing, altro.

Per dirla in un altro modo, il capitale di terzi rappresenta tutti i soldi che l’impresa deve dare a qualcuno entro una certa scadenza temporale. Il capitale proprio, invece, rappresenta il c.d. “patrimonio permanentemente vincolato all’azienda” poiché (teoricamente) non ha scadenza.

In questo articolo si vuole dare risposta alla seguente domanda: conviene utilizzare il capitale di terzi oppure il capitale proprio per nuovi investimenti o per esigenze di gestione aziendale?

Per poter valutare la convenienza bisogna calcolare due indici:

  • ROI (Return on Investments) = RO / TI x 100 indica in percentuale la redditività del capitale impiegato complessivamente da un’azienda e non è altro che il rapporto tra il risultato operativo e il capitale investito nell’esercizio. In altre parole indica quanto rende il capitale investito in azienda.
  • ROD (Return on Debt) = Of /CT x 100 = indica in percentuale l’onerosità del capitale preso a prestito da terzi. Il ROD evidenzia il costo medio del denaro che l’azienda sostiene per il ricorso a capitale di terzi.

Occorre a questo punto effettuare un confronto tra i due indicatori, il cui delta esprime la convenienza o meno al ricorso al capitale di debito:

1^ ipotesi: ROI > ROD. In questo caso la redditività del capitale investito in azienda è tale da garantire la copertura dell’eventuale costo per procurarselo con indebitamento esterno. Come dire che 100 di capitale di terzi è costato il 5% e, investito in azienda, ha dato un rendimento del 7%. Conviene il ricorso all’indebitamento per finanziare l’azienda.

2^ ipotesi: ROI < ROD. In questa seconda ipotesi invece il costo del capitale è maggiore del suo rendimento. Come dire che 100 di capitale di terzi è costato il 5% e, investito in azienda, ha dato un rendimento del 1%. Non c’è convenienza al ricorso all’indebitamento per finanziare l’azienda.

Quindi:

ROI > ROD      E’ conveniente effettuare nuovi investimenti finanziati con l’indebitamento.

ROI < ROD      Non è conveniente effettuare nuovi investimenti finanziati con l’indebitamento.

Esempio:

  Società Bianchi Azienda Rossi
Reddito operativo (Ro) € 170.000 €   60.000
Totale Investimenti (Ti) € 950.000 € 950.000
Oneri finanziari (Of) €   56.000 €   56.000
Capitale di terzi (Ct) € 450.000 € 450.000

 

Calcolo degli indicatori:

  Società Bianchi Azienda Rossi
ROI (Ro/Ti*100) 17,89% 6,32%
ROD (Of/Ct*100) 12,44% 12,44%
Differenza (ROI – ROD) 5,45% -6,12%

 

La società Bianchi ha una differenza positiva, 5,45%, essa ha fatto ricorso al capitale di terzi e quindi all’indebitamento, ottenendo comunque un vantaggio economico dato che esso, investito nei processi aziendali, ha restituito un rendimento maggiore del suo costo (17,89% vs. 12,44%).

Al contrario la società Rossi, che ha una differenza negativa -6,12% ha fatto ricorso all’indebitamento sostenendo un costo maggiore del rendimento che tale capitale ha fruttato una volta investito nei processi aziendali (6,32% vs. 12,44%).

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